Dentro che succede se il cuore ha troppa sete.

Stupido,dicono,regalarsi ad un altro albero.Tra i suoi rami e le sue foglie addormentarsi,non sai più se continuare o accontentarti.

Mi chiedo se sia possibile che scatti qualcosa da un secondo all’altro che ti renda ciò che vuoi esattamente essere.

Farti agire esattamente come tu vuoi agire.

Me ne convinco.

Nessuna barriera,nessuna dispersiva razionalità tra pensiero e reazione.

Come se il pensiero corrispondesse esattamente all’emozione.Come dovrebbe essere sempre.

Per non accumulare più quel rimpianto che lascia il cuore assetato un po’ di più ogni giorno.

E cercarti se io voglio cercarti.

E dimenticarmi che la vita è complicata.Che io sono complicata.Che il mio dolore è barriera.Ed il tuo è scudo.

Accorgendomi che il tuo scudo l’avevi già tolto,per rendermi partecipe della tua linfa,nuovamente protetta ed oscurata appena hai scorto una muraglia che tengo innalzata senza colpa tua alcuna.

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Il Dna che mente.

Pensieri astrattamente separati da un corpo debole,fragile,molle e quasi inconsistente.

L’unica sensibilità che gli appartiene è tenere tra le dita una sigaretta che brucia da sola.

E ti chiedi come tu riesca a non farla cadere.I tremori che ti accompagnano e che ormai pensi siano più il frutto della tua fervida immaginazione, che della tua debilitazione corporale.

Pensieri che volano via,e via volteggiano in un cielo blu cobalto,portandoti alto e lontano dalla terrazza in cui sei seduta.

Sedie di legno intagliato,tavoli di marmo pregiato.Mattoni vivi e scelti accuratamente da un portafoglio che avrebbe voluto ed avrebbe dovuto essere la tua salvezza.

Buio.Una voce familiare.

‘Arriva a chiedermi come sto.Lo vedi che avevi sbagliato a non sentirti considerata.Se anche non lo vede quando la tua fronte colpisce il parquet,lo sa bene che succede,ed ora che sono seduta in terrazza al buio arriva a darmi una voce di conforto.’

Si accende la luce esterna.

‘Eccola’.

La senti la voce,è allegra e scherzosa,ma si allontana.Sta parlando al telefono con non sai chi,mentre annaffia i fiori.

Poi si allontana.E la luce si spegne nuovamente.

‘Stupida’,pensi,’l'indifferenza ti confina ancora.Ma è un’indifferenza che continui a cercare tu,invalidante come polvere sottile negli occhi’.

Niente lacrime,niente tremori.

‘Alzati’.Ti ordini.

Il corpo non risponde.

Quel corpo sa tutto.E ti ha risposto prima,quando gli hai ordinato di distruggerti.Ora ti richiama all’ordine,e vuole rimanere seduto.

Ore,passano ore che non sai,finchè ti permette di rialzarti sotto quel cielo scuro costellato di nuvole bianche e luminose,di rientrare in casa senza proferire parole,di rifare la valigia senza reprimere lacrime silenziose e calde,e di partire nuovamente.

Il corpo funziona da solo.La tua mente è presuntuosa:gli ordina di non avere paura se non viene curato.E lui ti resistuirà tutto,con gli interessi,anche di quell’indifferenza piena di spine cui ti sottoponi come un insignificante guerriero.

La potenza delle parole.

Ci si convince dell’inutilità del parlare,appendice inutile della comunicazione tra persone.Già troppo densa inquinata sfiancante.

Si applica dunque un sano maturo e insolito approccio alla realtà:dosare minuziosamente la quantità di paroline che escono dalla tua bocca provenendo dalla creazione di una mente malvagia.

E poi ne bastano una o due,di parole,di quelle potenti,che ti uccidono,per rompere tutto.

E ti accorgi che non conta affatto quante parole tu abbia usato,ma quali.Forse avresti fatto meglio non dosarle dal principio,per non dover poi scoppiare senza il filtro di sopravvivenza.

Sono così brava ad usare parole che fanno male io.

Il problema è che fanno male anche a chi le pronuncia,e nessuno lo mette in conto.

Di tutto quanto è stato scritto,io amo solo ciò che uno scrive con il suo sangue

Scrivi con il sangue:scoprirai che il sangue è spirito.

Non è facile capire il sangue altrui:io odio gli oziosi che leggono.

Chi conosce il lettore non fa più nulla per il lettore.Ancora un secolo di lettori,e anche lo spirito puzzerà.

Il fatto che sia concesso a tutti d’imparare a leggere,alla lunga non solo rovina lo scrivere,ma anche il pensare.Una volta lo spirito era dio,poi divenne uomo ed ora sta diventando solo più plebe.

Chi scrive con il sangue e per sentenze,non vuole venir letto,ma imparato a memoria.

Sui monti la strada più rapida va da cima a cima ma per percorrerla devi avere le gambe lunghe.Le sentenze devono essere cime:e quelli cui si parla devono essere grandi e di alta statura.

L’aria fine e pulita,il pericolo vicino e lo spirito colmo di una gaia cattiveria: tutto ciò si accorda bene.

Voglio avere dei folletti attorno a me,perchè sono coraggioso.Il coraggio che scaccia gli spettri si crea dei folletti:il coraggio vuol ridere.

Io non condivido più i vostri sentimenti: questa nube che vedo sotto di me, questa pesante oscurità di cui rido-ecco la vostra nube temporalesca.

Voi guardate in alto quando avete desiderio di elevarvi.E io guardo in basso,perchè sono elevato.

Chi di voi riesce a ridere e ad essere elevato nello stesso momento?

Chi sale sul monte più alto ride di tutte le tragedie vere e fasulle.

Coraggiosi,spensierati,ironici,violenti – così ci vuole la saggezza: essa è femmina e ama sempre solo il guerriero.

Voi mi dite: ‘La vita è pesante da portare’. Ma a che scopo avreste la mattina il vostro orgoglio e a sera la vostra rassegnazione?

La vita è pesante da portare: ma non fingetevi tanto delicati di fronte a me! Siamo tutti quanti forti asini e asine da soma.

Che cos’abbiamo in comune con i boccioli di rosa che tremano sotto il peso di una goccia di rugiata?

E’ vero: noi amiamo la vita,non perchè siamo abituati a vivere,ma perchè siamo abituati ad amare.Nell’amore c’è sempre un po’ di follia.Ma nella follia c’è sempre un po’ di saggezza.

E anche a me,che amo la vita,pare che le farfalle e le bolle di sapone e quanti tra gli uomini sono simili a loro,sappiano più cose della felicità.

Veder svolazzare queste esili folli tenere animule volubili commuove Zarathustra sino alle lacrime e al canto.

Io crederei solo a un dio capace di danzare.

E quando vidi il mio demone,lo trovai serio,scrupoloso,profondo,solenne: era lo spirito della gravità – a causa sua tutte le cose cadono.

Non si uccide con la collera,ma col riso.Su,andiamo a uccidere lo spirito della gravità!

Io ho imparato a camminare: da allora mi consento di correre.Ho imparato a volare: da allora non voglio venir spinto per smuovermi.

Ora sono lieve,ora volo,ora vedo me sotto di me,ora tramite me danza un dio.

 

Così parlò Zarathustra

 

NIETZSCHE

Senti il bisogno di giustificarti per quello che sei.

Apri lo schermo del notebook.Vai alla pagina iniziale del social network.Leggi di lei,di lui,di loro a te cari così lontani.

Scorri parole che ostentano una sicurezza nelle manifeste idee Tale che non può non nascondere profonda fragilità.

Alcune di quelle fragilità le vivi tu stessa,le conosci bene.Altre le puoi solo fiutare,ma non sbagliarti su ciò che sai,ti porta a pensare che le tue congetture siano fondate.

Ed allora ti chiedi Perché le persone,anche le più intelligenti,le più apparentemente coraggiose e fortunate dalla vita,sentano questo estremo bisogno di giustificarsi per quello che sono.

Sottolineare che sono stati lasciati fuori da un locale perché LORO non hanno le unghie colorate,o del silicone in corpo,o scarpe eleganti ai piedi.

LORO che tu conosci e sai che le unghie colorate magari erano le prime ad averle tra i banchi di scuola,anche se ora forse non le hanno più.Loro che per primi cercano il jeans più costoso da indossare,pur di non poterselo permettere.

E’ forse un reato ammettere la debolezza di adeguarsi al contesto in cui si vive in alcune piccole cose,gesti,vizi,abitudini,piaceri?

E’ forse segno di forza Vera mostrare disprezzo per chi si adegua,rinnegando di averlo già fatto tu stesso forse primo tra tutti?

E perché?

Cosa c’è di male nel prendere coscienza di volerti laccare le unghie di rosso,o nell’ammettere che il sabato sera resti a casa a studiare anziché uscire nella bolgia?

Cosa c’è di debole nell’ammettere semplicemente a te stesso quello che sei,senza cercare a tutti i costi di Sfalsarti quando si tratta di relazionarti al Mondo,alla Gente di questo Mondo?

 

 

La debolezza di non volersi scoprire forti,forse.